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CartellaVeterinaria

La persona dietro il progetto

Jimenez Julien, chi c'è dietro CartellaVeterinaria

Costruisco strumenti per mestieri in cui la memoria di un dettaglio cambia la cura: la dose di un mese fa, il lotto di un vaccino, il peso dell'ultimo controllo.

Ritratto fotografico di Jimenez Julien, fondatore di MLJ e autore di CartellaVeterinaria.

Chi sono e di che cosa mi occupo

Mi chiamo Jimenez Julien e progetto software gestionale per attività piccole e medie, quelle in cui non esiste un ufficio informatico e chi lavora non ha tempo da dedicare a una procedura complicata. CartellaVeterinaria è pubblicato da MLJ, la società che ho fondato e di cui rispondo in prima persona: scrivo io i testi che leggi su questo sito, decido io che cosa entra nel prodotto e ricevo io le richieste che arrivano dal modulo di contatto.

Il mio mestiere non è la medicina veterinaria e non fingo che lo sia. Il mio mestiere è ascoltare come lavora davvero una struttura, capire dove le informazioni si perdono e costruire uno strumento che le tenga insieme senza aggiungere fatica. Per farlo passo molto tempo a osservare gesti concreti: come si apre una scheda mentre l'animale è già sul tavolo, come si scrive una dose con una mano sola, come si avvisa un proprietario che il richiamo è vicino.

Perché uno strumento pensato per gli ambulatori veterinari

Negli ambulatori veterinari ho visto quaderni dei richiami tenuti a mano, codici di transponder ricopiati tre volte su fogli diversi e cartelline che passano da un turno all'altro perdendo pezzi per strada. Ho visto assistenti che al telefono cercavano su una rubrica cartacea il numero di un proprietario per rimandare un controllo, e medici che ricostruivano una terapia dalla memoria perché la pagina giusta era rimasta in un'altra sala.

Nessuna di queste situazioni nasce da trascuratezza. Nascono dal fatto che la giornata di un ambulatorio è fatta di interruzioni: una visita che si allunga, un'urgenza che entra fuori orario, un proprietario che chiama mentre stai suturando. In quelle condizioni la carta è una soluzione onesta, ma fragile. Basta un foglio spostato perché una dose non risulti più, e basta un recapito vecchio perché un richiamo antirabbico salti senza che nessuno se ne accorga.

CartellaVeterinaria nasce da lì: mettere la storia clinica di ogni animale a portata di mano mentre lo visiti, perché il tempo del veterinario torni al paziente e alla persona che lo aspetta in sala. Segnalamento, anamnesi, peso, terapie in corso, libretto vaccinale e scadenze dei richiami stanno in un unico posto, aggiornati da chiunque sia di turno e leggibili da tutti gli altri. Se vuoi vedere che cosa questo significa in pratica, la pagina di presentazione racconta per intero la cartella clinica condivisa di CartellaVeterinaria.

Come lavoro

Parto sempre dal mestiere, mai dalla tecnologia. Prima di scrivere una riga di codice per una funzione nuova chiedo a chi lavora in ambulatorio di raccontarmi la sequenza reale: chi apre la scheda, chi la chiude, che cosa succede quando il proprietario non risponde, che cosa si fa quando l'animale arriva senza libretto. Da quel racconto ricavo le schermate, non il contrario.

Il secondo principio è la sottrazione. Un gestionale che chiede trenta campi obbligatori a ogni visita non verrà compilato: verrà aggirato. Preferisco pochi campi che vengono riempiti davvero, con la possibilità di aggiungere il resto quando serve. Meglio un peso annotato in tre secondi che una scheda perfetta che nessuno ha voglia di aprire.

Il terzo principio riguarda i dati. Le informazioni che una struttura inserisce restano sue: devono poter uscire dallo strumento in un formato leggibile, senza chiedere il permesso a nessuno. Un software che tiene in ostaggio l'archivio clinico di un ambulatorio è un problema, non una soluzione, e su questo non faccio compromessi.

Infine, tengo il prodotto e il sito nelle stesse mani. Chi risponde alle email è la stessa persona che scrive gli articoli e che decide le priorità di sviluppo. È una scelta che limita la velocità, ma evita la distanza fra quello che viene promesso e quello che il programma fa davvero.

Come verifico le informazioni che pubblico

Sul blog di questo sito parlo di documentazione clinica, obblighi di ricetta elettronica, calendari vaccinali, passaporto per gli animali da compagnia e organizzazione del lavoro in struttura. Sono materie in cui una frase approssimativa può portare qualcuno a sbagliare un adempimento, quindi seguo tre regole fisse.

  • Cito soltanto fonti che posso indicare per nome: normative in vigore, indicazioni di enti pubblici, codice deontologico della professione. Se una regola dipende dalla regione o dal paese di destinazione, lo scrivo invece di dare una risposta unica che varrebbe solo a metà.
  • Non pubblico numeri che non posso verificare. Non troverai su questo sito percentuali di ambulatori, medie di richiami saltati o quantità di clienti: se non ho una fonte solida descrivo il meccanismo, non la cifra.
  • Distinguo sempre l'informazione dal consiglio clinico. Gli articoli spiegano come tenere ordinata la documentazione e come organizzare le scadenze; non sostituiscono il giudizio del medico veterinario, che resta l'unico a decidere protocolli, dosi e terapie.

Quando una regola cambia, correggo il testo e lo dico apertamente nella pagina interessata. Se trovi un passaggio impreciso o superato, segnalamelo: le correzioni che arrivano da chi lavora in ambulatorio sono le più utili che ricevo.

Dove trovarmi

Questi sono i miei cinque profili pubblici. Li uso per raccontare come avanza il lavoro sui progetti e per rispondere a chi mi scrive.

Scrivimi

Se lavori in un ambulatorio o in una clinica e vuoi capire se CartellaVeterinaria può togliere confusione alla tua giornata, il modo più rapido è raccontarmi come tenete oggi le schede e i richiami. Rispondo io alle richieste che arrivano dal modulo di contatto, di norma entro due giorni lavorativi. Se preferisci l'email diretta, l'indirizzo è jimenezjulien42@gmail.com.

Anche una critica va benissimo: se una funzione manca o se una parte del prodotto non ti convince, dirmelo è il modo più efficace per farlo cambiare.